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  Luna in Ariete: Allacciate le Cinture, Stanotte si Accende il Motore! Se da qualche ora senti un’improvvisa voglia di rivoluzionare la tua vita, iscriverti a un corso di kickboxing o rispondere a quell’email rimasta in sospeso da tre settimane con un tono decisamente troppo deciso… no, non è un improvviso attacco di caffeina. È la Luna che è appena entrata in Ariete , e ha portato con sé una tanica di benzina cosmica. Che aria tira lassù? La Luna rappresenta il nostro mondo emotivo, i bisogni profondi, l'intuito e l'umore della giornata. L’Ariete è il primo segno dello zodiaco: fuoco puro, impulsività, coraggio, ma anche zero pazienza. Quando questi due elementi si incontrano, l’energia cambia di colpo: Addio pigrizia: L’apatia viene spazzata via da una carica di adrenalina incontrollabile. Tolleranza zero: La pazienza diventa un concetto del tutto astratto. Chi va lento al supermercato stasera rischia grosso. Modalità Boss Girl ON: C'è una voce dentro di te che ti g...
  La bellezza di restare: la mia estate a ritmo lento Se dovessi riassumere questa estate in una parola, probabilmente sceglierei leggerezza . Non è stata un’estate di quelle frenetiche, fatte di valigie perennemente da fare e disfare o di corse tra un aeroporto e l'altro. È stata un’estate dal sapore diverso, scandita dal tempo che finalmente torna a scorrere senza fretta. Tra giugno e luglio ci siamo concessi tantissimo mare, di quello che ti ricarica le pile, con la sabbia tra le dita e il rumore delle onde di sottofondo. Ma la vera sorpresa è arrivata dopo. Per la prima volta in assoluto, abbiamo deciso di vivere agosto a Bologna. All’inizio poteva sembrare una scelta insolita, ma si è trasformata in un piccolo viaggio inatteso. Abbiamo tirato fuori le biciclette e abbiamo iniziato a muoverci così: a pedali, senza meta precisa, trasformandoci in veri e propri turisti a casa nostra. Bologna in agosto cambia pelle. Il traffico sparisce, il brusio quotidiano si abbassa e la città ...
  Quando il corpo parla prima della mente C’è stato un periodo in cui pensavo di poter gestire tutto semplicemente "resistendo". La mente ripeteva il solito mantra: ancora un po’, stringi i denti, ce la fai . Ma mentre la mente mentiva a me stessa, il mio corpo aveva già iniziato a raccontare la verità. Erano piccoli segnali all'inizio: quell'emicrania improvvisa ogni venerdì sera, la tensione costante alle spalle che sembrava non sciogliersi mai, il respiro corto prima di aprire il computer o la stanchezza profonda che neanche dieci ore di sonno riuscivano a scalfire. Li ignoravo, liquidandoli come "semplice stress". Poi ho capito: il corpo non è un ostacolo che ci frena, è il nostro alleato più sincero. Quando la mente si rifiuta di ascoltare i nostri limiti, il corpo alza il volume per farsi sentire. Nel coaching al femminile e nel percorso verso il benessere reale, l' ascolto somatico è il primo passo per riprendere in mano la propria vita. Se conti...
  L'arte di dire no senza  chiedere scusa Per anni ho creduto che la gentilezza si misurasse in disponibilità. Dire sempre "sì" era il mio modo per sentirmi valida, accolta, allineata con l'idea della "donna forte che riesce a fare tutto". Poi arrivano i momenti in cui il conto torna indietro, salatissimo. E a pagarlo sono le tue energie, la tua salute e il tempo tolto a ciò che conta davvero per te. Ho imparato a mie spese che ogni volta che dici un "sì" per compiacere qualcuno o per paura di deludere, stai pronunciando un "no" silenzioso a te stessa. Al tuo riposo, ai tuoi progetti, al tuo benessere. Dire no non è un atto di egoismo. È la prima vera forma di integrazione personale : significa definire i propri confini e chiarire dove finiscono le aspettative degli altri e dove inizi tu. Se anche tu ti ritrovi spesso a pronunciare giustificazioni infinite dopo un rifiuto, prova a fare questo cambio di prospettiva: Un "no" no...
  Il rumore dei soldi che non arrivano e la voce che mi ha salvata C’è un silenzio strano quando rimani a tasche vuote. È un silenzio pesante, fatto di notifiche che aspetti e che non arrivano mai, di date sul calendario cerchiate di rosso e di quella sensazione strisciante di paralisi. All'inizio di questa estate, mi sono ritrovata esattamente lì. Senza un euro, sospesa in quell'attesa estenuante dei sussidi, sperando che qualcuno o qualcosa venisse a fare ordine nel mio caos. Ma più i giorni passavano, più capivo che quella strada stava andando lunga e storta . Assecondare quella fretta e quella dipendenza dagli eventi esterni mi stava solo togliendo l'aria. Poi, in un giorno caldo come tutti gli altri, ho smesso di guardare lo schermo del telefono in attesa di un accredito e ho iniziato a guardare le mie mani. Ho capito che l'unica persona a cui potevo davvero affidarmi ero io. Il mondo digitale, fino a quel momento, mi sembrava un gigante spaventoso. Un terreno rise...